Misure fiscali per il rilancio dell’impresa sociale 

Il rilancio dell’impresa sociale passa per una serie di misure di carattere fiscale volte ad incentivare l’adozione di questa veste e a sollecitare gli investimenti di terzi, per la cui efficacia dovrà attendersi l’autorizzazione della Commissione Europea.
Sotto il profilo delle imposte dirette i forti limiti alla distribuzione di utili vengono compensati con la creazione di un regime fiscale dedicato, che consente la detassazione integrale degli utili che l’impresa sociale reinveste nelle proprie attività di interesse generale.
In particolare è prevista la non imponibilità degli utili/avanzi di gestione che vengono accantonati a riserve destinate allo svolgimento dell’attività statuaria o a incremento del patrimonio, mentre restano soggetti a tassazione ordinaria gli importi impiegati diversamente, come quelli destinati ad aumento gratuito del capitale o alla distribuzione di dividendi.
Le imprese sociali, infatti, se costituite in forma societaria possono destinare una quota inferiore al 50% degli utili/avanzi annuali alla distribuzione di dividendi.
Le riserve possono essere utilizzate anche a copertura di eventuali perdite, senza decadere dal beneficio, ma non è possibile distribuire utili fin quando le stesse non siano ricostituite.
Con riguardo alle altre misure di sostegno bisogna distinguere a seconda della forma giuridica nella quale l’ente è costituito.
Per le imprese sociali costituite in forma societaria sono previsti appositi incentivi in favore di investitori sulla falsariga di quelli delle start up innovative. Le persone fisiche potranno infatti detrarre importo pari al 30% della somma investite, nel limite di € 1.000.000,00 per periodo d’imposta.
I soggetti passivi Ires, invece, potranno fruire di una deduzione pari al 30% dell’investimento, nel limite di € 1.800.000,00.
I benefici sono estesi anche agli atti di dotazione e contributi a favore delle imprese sociali costituite in forma di fondazione.
Questi incentivi sono finalizzati a sostenere la fase di start up: potranno fruirne, quindi, gli investimenti diretti ad imprese sociali che abbiano acquisito la qualifica da non più di 5 anni.
In aggiunta ai benefici fiscali viene introdotta la possibilità di ricorrere a piattaforme di “equity crowdfunding” che dovrebbero consentire a raggiungere una platea ampia di investitori,permettendo la raccolta di capitale di rischio anche attraverso l’acquisto di azioni di piccolo importo.
Agevolazioni diverse, invece, sono previste per le imprese sociali costituite in forma non societaria, applicabili anche alle cooperative sociali. In questo caso i benefici includono le agevolazioni sulle erogazioni liberali, l’esenzione dall’imposta su successioni e donazioni, il registro in misura fissa per le modifiche statutarie e l’esenzione dall’imposta di bollo. A beneficio di tutte le imprese sociali sarà poi prevista l’applicazione in misura fissa dell’imposta di registro agli atti traslativi a titolo oneroso relativi a beni immobili.

Hai in mente di fare investimenti e vuoi conoscere le opportunità che il mondo della Finanza Agevolata potrebbe concedere alla tua azienda? Riempi il form presente a questo link, sarai contattato in tempi rapidi dal nostro Ufficio Commerciale