Cos’è il Fesr?

Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr), uno dei tre fondi con i quali viene attuata la Politica di coesione, si pone l’obiettivo di ridurre le disparità tra le regioni e alla promozione di uno sviluppo territoriale più sostenibile.

Gli investimenti del Fesr mirano a favorire la crescita, aumentare la competitività e creare posti di lavoro e sono rivolti a tutti gli 11 obiettivi tematici previsti dal regolamento comune. Tuttavia, la maggior parte delle risorse del fondo si concentra solo sui primi quattro obiettivi:

  • rafforzamento di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione;
  • miglioramento nell’accesso alle tecnologie dell’informazione e comunicazione;
  • aumento della competitività delle PMI;
  • sostegno alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Disciplinato dal regolamento Ue 1301/2013, il Fesr è probabilmente il fondo strutturale più versatile poiché abbraccia un numero significativo di temi e ha relativamente poche limitazioni nella destinazione di spesa, essendo capace più di altri fondi di finanziare interventi concreti. Inoltre, riserva una particolare attenzione alle specificità territoriali, investendo nello sviluppo urbano sostenibile, fornendo supporto alle aree più periferiche e finanziando progetti di cooperazione con altri Paesi europei.

Come gli altri fondi strutturali, anche il Fesr è un fondo a gestione indiretta, attuato dagli Stati membri o dalle istituzioni più vicine al territorio come regioni o città. Le risorse disponibili per ciascun Paese vengono organizzate in programmi operativi regionali (Por) o nazionali (Pon) e finanziano interventi diversi come l’acquisto di macchinari o servizi, l’utilizzo di voucher formativi o digitali, oppure progetti più complessi come l’efficientamento energetico e i recuperi edilizi, le aggregazioni di imprese, l’attività di internazionalizzazione di impresa e il rafforzamento della competitività con l’estero, gli interventi per il riposizionamento strategico delle attività libero professionali.

I bandi sono diretti a soggetti pubblici o privati, tra cui micro, piccole e medie imprese singole o associate, start up e liberi professionisti, nonché a persone fisiche intenzionate ad avviare un’attività imprenditoriale. Inoltre, se non per alcune categorie di bandi complessi, non è prevista la costituzione di partenariati, ma più frequentemente è possibile partecipare come soggetti singoli.

Il finanziamento prevede la concessione di un contributo la cui intensità può variare tra il 30 e il 70% del costo del progetto, percentuale di supporto al progetto che può essere coperta, oltre che dal Fesr, anche da fondi nazionali e regionali. La restante parte deve essere sempre garantita dal cofinanziamento del beneficiario.

Relativamente alle tempistiche dei bandi, in particolare per i Por, è possibile consultare i cronoprogrammi dei bandi in uscita che le regioni rendono disponibili sui propri siti per facilitare i potenziali beneficiari. Le graduatorie dei progetti approvati sono il più delle volte rese pubbliche entro 120 giorni dalla presentazione della domanda.

Informazioni utili si possono trovare nei siti delle regioni competenti (Por). Per quanto riguarda i finanziamenti gestiti dallo Stato italiano (Pon), le informazioni utili si reperiscono sia sui portali istituzionali dei ministeri, sia tramite il portale di Invitalia. I bandi contengono tutte le informazioni sui destinatari, le azioni eleggibili, le modalità di presentazione delle domande e la modulistica da predisporre. Infine, il portale opencoesione.gov.it fornisce un’utile panoramica sui programmi.