La Commissione Europea ha adottato una misura temporanea per consentire agli stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di Covid-19. Il quadro temporaneo consente agli stati membri di garantire che le imprese di tutti i tipi dispongano di liquidità sufficiente e di preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo l’epidemia di covid-19.

MISURE TEMPORANEE IN MATERIA DI AIUTI DI STATO

Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali

Al di là degli aiuti temporanei di importo limitato alle imprese che si trovano di fronte a un’improvvisa carenza o addirittura indisponibilità di liquidità possono costituire una soluzione adeguata, necessaria e mirata nelle attuali circostanze.

La Commissione Europea considererà gli aiuti di Stato compatibili con il mercato interno, purché siano soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

  1. l’aiuto non supera € 800.000,00 per impresa sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili, agevolazioni fiscali o di pagamenti (tutti i valori utilizzati sono al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);
  2. l’aiuto è concesso sulla base di un regime con budget previsionale;
  3. l’aiuto può essere concesso a imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019; può essere concesso a imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019 e/o che hanno incontrato difficoltà o si sono trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia di COVID-19;
  4. l’aiuto è concesso entro e non oltre il 31 dicembre 2020;
  5. gli aiuti concessi a imprese operanti nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli sono subordinati al fatto di non venire parzialmente o interamente trasferiti a produttori primari e non sono fissati in base al prezzo o al quantitativo dei prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate.

Ai settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura si applicano, invece, le seguenti condizioni specifiche:

  1. l’aiuto non supera € 120.000,00 per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura o € 100.000,00 per impresa operante nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);
  2. gli aiuti concessi alle imprese operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli non devono essere stabiliti in base al prezzo o al volume dei prodotti immessi sul mercato;
  3. gli aiuti alle imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura non riguardano le seguenti categorie di aiuti:
·       aiuti il cui importo è fissato in base al prezzo o al quantitativo dei prodotti acquistati o commercializzati;
·       aiuti per attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione;
·       aiuti subordinati all’impiego di prodotti nazionali rispetto a quelli d’importazione;
·       aiuti per l’acquisto di pescherecci;
·       aiuti per la sostituzione o l’ammodernamento di motori principali o ausiliari dei pescherecci;
·       aiuti a favore di operazioni dirette ad aumentare la capacità di pesca di un peschereccio o a favore di attrezzature atte ad aumentarne la capacità di ricerca del pesce;
·       aiuti per la costruzione di nuovi pescherecci o per l’importazione di pescherecci;
·       aiuti a favore dell’arresto temporaneo o definitivo delle attività di pesca;
·       aiuti alle attività di pesca sperimentale;
·       aiuti al trasferimento di proprietà di un’impresa;
·       aiuti al ripopolamento diretto, salvo se esplicitamente previsto come misura di conservazione da un atto giuridico dell’Unione o nel caso di ripopolamento sperimentale
  1. se un’impresa opera in diversi settori ai quali si applicano importi massimi diversi (€ 800.000,00 per impresa sotto forma di sovvenzioni dirette, € 120.000,00 per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura o € 100.000,00 per impresa operante nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli) lo Stato membro interessato garantisce, con mezzi adeguati, quali la separazione contabile, che per ciascuna di tali attività sia rispettato il massimale pertinente e che in totale non sia superato l’importo massimo possibile.

Aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti

Al fine di garantire l’accesso alla liquidità alle imprese che si trovano in una situazione di improvvisa carenza, le garanzie pubbliche sui prestiti per un periodo e un importo del prestito limitati possono costituire una soluzione adeguata, necessaria e mirata nelle attuali circostanze.

La Commissione considererà tali aiuti di Stato, concessi sotto forma di nuove garanzie pubbliche sui prestiti, compatibili con il mercato interno se:

  1. per i premi di garanzia è fissato un livello minimo secondo le modalità seguenti:
  2. in alternativa, gli Stati membri possono notificare i regimi utilizzando la tabella come base, ma con la possibilità di modulare la scadenza, la fissazione dei prezzi e la copertura della garanzia (ad esempio, una copertura della garanzia inferiore a compensazione di una scadenza più lunga);
  3. le garanzie sono concesse entro e non oltre il 31 dicembre 2020;
  4. per i prestiti con scadenza superiore al 31 dicembre 2020, l’importo del capitale del prestito non supera:
  5. il doppio della spesa salariale annuale del beneficiario (compresi oneri sociali e costo del personale che lavora nel sito dell’impresa, ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile. Nel caso di imprese create dopo il 1° gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare la spesa salariale annua prevista per i primi due anni di attività;

oppure

  1. il 25 % del fatturato totale del beneficiario nel 2019;

oppure

  • con una giustificazione adeguata e in base a un’autodichiarazione del beneficiario circa il proprio fabbisogno di liquidità, l’importo del prestito può essere aumentato per coprire il fabbisogno di liquidità, dal momento della concessione, per i seguenti 18 mesi per le PMI e per i seguenti 12 mesi per le grandi imprese;
  1. per i prestiti con scadenza entro il 31 dicembre 2020, l’importo del capitale del prestito può essere superiore a quello di cui alla lettera d), con una giustificazione adeguata e a condizione che la proporzionalità dell’aiuto resti assicurata;
  2. la durata della garanzia è limitata a un massimo di sei anni e la garanzia pubblica non eccede:
  3. il 90 % del capitale di prestito in caso di perdite subite in modo proporzionale e alle stesse condizioni da parte dell’ente creditizio e dello Stato;

oppure

  1. il 35 % del capitale di prestito, laddove le perdite siano dapprima attribuite allo Stato e solo successivamente agli enti creditizi (garanzia di prima perdita);

e

  • in entrambi i casi di cui sopra, quando l’entità del prestito diminuisce nel tempo, ad esempio perché il prestito inizia a essere rimborsato, l’importo garantito deve diminuire proporzionalmente;

 

  1. la garanzia può riguardare sia i prestiti per gli investimenti che quelli per il capitale di esercizio;
  2. la garanzia può essere concessa a imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019; può essere concessa a imprese che non sono in difficoltà e/o a imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019, ma che hanno affrontato difficoltà o che si sono trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia di COVID-19.

Aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti

Al fine di garantire l’accesso alla liquidità alle imprese che si trovano in una situazione di improvvisa carenza di liquidità, nel contesto delle circostanze attuali l’applicazione di tassi di interesse agevolati – per un periodo limitato e per importi di prestito limitati – può risultare una misura adeguata, necessaria e mirata. Per lo stesso prestito, gli aiuti descritti non sono cumulabili.

La Commissione considererà compatibili con il mercato interno, gli aiuti di Stato sotto forma di agevolazioni sui prestiti pubblici, purché risultino soddisfatte le seguenti condizioni:

  1. i prestiti possono essere concessi a un tasso di interesse agevolato pari almeno al tasso di base (IBOR a 1 anno o equivalente) applicabile il 1° gennaio 2020, più i margini di rischio di credito indicati nella tabella sottostante:

25 Il tasso di interesse minimo (tasso di base più il margine di rischio di credito) dovrebbe essere pari ad almeno 10 punti base all’anno.

26 Il tasso di interesse minimo (tasso di base più il margine di rischio di credito) dovrebbe essere pari ad almeno 10 punti base all’anno.

  1. In alternativa, gli Stati membri possono notificare i regimi tenendo conto della suddetta tabella come base, con la possibilità di modulare la scadenza, la fissazione dei prezzi e la copertura della garanzia (ad esempio, una copertura inferiore a compensazione di una scadenza più lunga);
  2. I contratti di prestito sono firmati entro e non oltre il 31 dicembre 2020 e sono limitati ad un massimo di 6 anni;
  3. Per i prestiti che si estendono oltre il 31 dicembre 2020, l’importo del prestito non supera:
  4. doppio della spesa salariale annuale del beneficiario (compresi oneri sociali e costo del personale che lavora nel sito dell’impresa, ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) nel 2019 o nell’ultimo anno per cui sono disponibili dati. Nel caso di imprese create dopo il 1° gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;

oppure

  1. il 25 % del fatturato totale del beneficiario nel 2019;

oppure

III.  sulla base di un’opportuna giustificazione e di un’autocertificazione da parte del beneficiario relativa al proprio fabbisogno di liquidità, l’importo del prestito può essere aumentato fino a coprire il fabbisogno di liquidità dal momento della concessione per i seguenti 18 mesi per le PMI e per i seguenti 12 mesi per le grandi imprese;

  1. Per i prestiti con scadenza fino al 31 dicembre 2020, l’importo del capitale del prestito può essere superiore a quello previsto alla lettera d), con una giustificazione adeguata e a condizione che la proporzionalità dell’aiuto resti assicurata.
  2. il prestito può riguardare sia il fabbisogno relativo agli investimenti che quello relativo al capitale di esercizio;
  3. il prestito può essere concesso a imprese che non si trovavano in difficoltà il 31 dicembre 2019; esso può essere concesso a imprese che non si trovano in difficoltà e/o a imprese che al 31 dicembre 2019 non erano in difficoltà, ma che hanno incontrato difficoltà o che si sono trovate in una situazione di difficoltà successivamente a causa dell’epidemia di COVID-19.

Aiuti sotto forma di garanzie e prestiti veicolati tramiti enti creditizi o altri enti finanziari

Gli aiuti sotto forma di garanzie pubbliche e tassi di interesse agevolati descritti in precedenza possono essere forniti alle imprese che si trovano ad affrontare un’improvvisa carenza di liquidità in modo diretto o attraverso enti creditizi e altri enti finanziari in qualità intermediari finanziari.  In quest’ultimo caso, devono risultare soddisfatte le seguenti condizioni.

Anche se sono direttamente destinati alle imprese in carenza di liquidità e non agli enti creditizi o ad altri enti finanziari, gli aiuti in oggetto possono anche costituire un vantaggio indiretto per questi ultimi. Tuttavia, tali aiuti indiretti non hanno l’obiettivo di preservare o ripristinare la redditività, la liquidità o la solvibilità degli enti creditizi.  Di conseguenza, la Commissione Europea ritiene che tali aiuti non dovrebbero essere qualificati come sostegno finanziario pubblico straordinario e che non dovrebbero essere valutati alla luce delle norme sugli aiuti di Stato applicabili al settore bancario.

In ogni caso, al fine di limitare indebite distorsioni della concorrenza, è opportuno introdurre alcune salvaguardie in relazione alla possibilità di fornire aiuti indiretti a favore degli enti creditizi o di altri enti finanziari.

Gli enti creditizi o altri enti finanziari dovrebbero, nella misura più ampia possibile, trasferire ai beneficiari finali i vantaggi della garanzia pubblica o dei tassi di interesse agevolati sui prestiti. L’intermediario finanziario dovrà essere in grado di dimostrare l’esistenza di un meccanismo volto a garantire che i vantaggi siano trasferiti, nella misura più ampia possibile, ai beneficiari finali, sotto forma di maggiori volumi di finanziamento, maggiore rischiosità dei portafogli, minori requisiti in materia di garanzie e premi di garanzia o tassi d’interesse inferiori. Quando sussiste l’obbligo giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI non può essere addebitata alcuna commissione di garanzia.

Assicurazione del credito all’esportazione a breve termine

Conformemente alla comunicazione della Commissione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine (STEC), i rischi assicurabili sul mercato non possono essere coperti dall’assicurazione del credito all’esportazione con il sostegno degli Stati membri.

A causa dell’attuale epidemia non si può escludere che in certi paesi la copertura per i rischi assicurabili sul mercato sia temporaneamente indisponibile. In tale contesto gli Stati membri possono dimostrare la carenza di mercato fornendo prove sufficienti dell’indisponibilità di copertura per il rischio sul mercato assicurativo privato.

Il ricorso alla clausola di salvaguardia per i rischi non assicurabili della STEC è comunque ritenuto giustificato se:

  1. una grande e nota impresa privata internazionale di assicurazione del credito all’esportazione e un assicuratore dei crediti nazionale forniscono prove dell’indisponibilità di tale copertura,

oppure

  1. almeno quattro affermati esportatori dello Stato membro forniscono la prova del rifiuto di copertura da parte degli assicuratori per specifiche operazioni.

 

Disposizioni finali della Commissione Europea

La Comunicazione della Commissione Europa circa le misure temporanee sopra descritte cesserà di essere applicabile il 31 dicembre 2020.

La Commissione può modificarla prima di tale data sulla base di importanti considerazioni di politica della concorrenza o economiche. Se necessario o opportuno, la Commissione può anche fornire ulteriori chiarimenti su particolari aspetti.

La Commissione applica le disposizioni della presente comunicazione a tutte le misure notificate rilevanti a decorrere dal 19 marzo 2020, anche qualora le misure siano state notificate prima di tale data.

In linea con la comunicazione della Commissione relativa alla determinazione delle norme applicabili alla valutazione degli aiuti di Stato illegali, la Commissione applica, in caso di aiuti non notificati:

  1. la presente comunicazione, se gli aiuti sono stati concessi dopo il 1° febbraio 2020;
  2. le norme in vigore al momento della concessione degli aiuti, in tutti gli altri casi.