Credito d’imposta Mezzogiorno: dalle imprese il bonus ai soci

Risposta n. 85 del 05/03/2020: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate  sul credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

È possibile trasferire ai soci di società di persone le agevolazioni concesse sotto forma di credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, mediante attribuzione ai soci del credito non utilizzato dalla società. Nel suo ultimo intervento, l’Agenzia delle entrate ha precisato che l’attribuzione ai soci del credito maturato in capo alla società non configura un’ipotesi di cessione del credito d’imposta ma costituisce una particolare forma di utilizzo.

 

Con riferimento alla rilevanza fiscale dellagevolazione, è stato precisato che in assenza di un’espressa esclusione normativa il credito d’imposta in esame è da considerarsi rilevante ai fini fiscali.  Ciò comporta che tale credito, ai fini IRPEF, IRES ed IRAP, è da considerarsi come contributo tassabile. Naturalmente, le quote di ammortamento calcolate sui beni strumentali agevolabili sono deducibili dal reddito d’impresa. Il credito di imposta è attributo alle imprese che acquisiscono beni strumentali nuovi. I destinatari sono tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, esclusi quelli che operano in determinato settori (industria siderurgica e carbonifera, costruzione navale, fibre sintetiche, trasporti, produzione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche, creditizio, finanziario e assicurativo) e i soggetti in difficoltà. Per quanto concerne il trattamento fiscale dei redditi prodotti dall’impresa familiare si prevede che il relativo reddito sia imputato al titolare imprenditore e ai familiari collaboratori, in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili.

Dunque, il collaboratore familiare è titolare di un reddito di partecipazione, che, ottenuto dalla ripartizione del reddito di impresa, ne mantiene la stessa natura e rientra nell’ambito soggettivo di applicazione del credito di imposta.

Quanto al trasferimento dei crediti dimposta delle società di persone ai soci, possono essere trasferite ai soci di società di persone le agevolazioni alle imprese concesse sotto forma di credito d’imposta, mediante attribuzione ai soci del credito non utilizzato dalla società.

Il reddito di partecipazione imputato ai soci ha la stessa natura, come reddito d’impresa, di quello conseguito dal soggetto partecipato e ne rappresenta la mera ripartizione. Le società, quindi, indicano in dichiarazione il credito maturato e quello già utilizzato entro il termine di presentazione della dichiarazione stessa ed utilizzano il residuo compensandolo direttamente con le imposte e i contributi da esse dovuti, oppure attribuendolo, in tutto o in parte, ai soci in proporzione alle quote di partecipazione agli utili.

L’attribuzione ai soci del credito maturato in capo alla società non configura un’ipotesi di cessione del credito dimposta, ma ne costituisce una particolare forma di utilizzo e chiarisce che i soci potranno utilizzare la quota di credito loro assegnata solo dopo averla acquisita nella propria dichiarazione.