Innovation Manager, Digital Marketing e Finanza: tutto quello che c’è da sapere

 (Fonte: IL SOLE 24 ORE)

Mentre si avvicina il termine per la presentazione delle richieste per il riconoscimento del voucher per gli Innovation Manager, previsto per il 31/10/2019, le PMI si stanno confrontando con il catalogo, particolarmente ampio, delle attività oggetto di agevolazione.

Il decreto Mise del 25 settembre scorso identifica, infatti, le prestazioni agevolabili in quelle finalizzate all’acquisizione di «consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, nonché di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali». Solo i soggetti – liberi professionisti o società di consulenza – iscritti nell’elenco predisposto dal Mise potranno erogare le prestazioni agevolabili. È corretto, comunque, circoscrivere, anche sulla scorta delle numerosissime definizioni fornite dagli specialisti del settore, in cosa si sostanzia la consulenza dell’Innovation Manager.

Si può affermare che la consulenza acquisita dalla PMI servirà soprattutto per le innovazioni strategiche per la propria crescita. Potrebbe, quindi, trattarsi di una trasformazione in termini di modalità produttive maggiormente orientate alle tecnologie digitali (tecnologie abilitanti 4.0). È interessante notare come, in tale ambito, si sia cercato di dare un indirizzo specifico al campo di azione della figura professionale.

In una prima fase, il professionista contrattualizzato potrebbe occuparsi di analizzare approfonditamente le attività produttive della PMI per individuare sotto quali aspetti e in che direzione queste andrebbero innovate. In tale contesto, il manager si occupa in prima persona della ricerca di nuove tecnologie, in relazione alla produzione interessata, funzionali allo sviluppo dell’impresa.

Spetterà sempre all’Innovation manager occuparsi della strategia dell’innovazione, predisponendo una sorta di mappatura delle opportunità, dei rischi, dei punti di forza e di debolezza della PMI, delineandone la futura posizione sul mercato in seguito al processo di innovazione implementato. In questa direzione vanno le consulenze improntate su programmi di digital marketing, quali innovazione dei processi di valorizzazione di segni distintivi dell’impresa («branding») e sviluppo commerciale verso i mercati. Questo comporta una particolare conoscenza da parte del professionista delle tendenze presenti e future del mercato di riferimento e del loro impatto sulla PMI.

Ma la consulenza non riguarda solo l’ambito produttivo, potendosi applicare anche allo sviluppo organizzativo della PMI. In questo senso, le consulenze dovranno fare in modo che l’innovazione sia implementata in ogni fase dell’organizzazione imprenditoriale e, quindi, nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale e nell’organizzazione del luogo di lavoro. Potranno spingersi fino al sostegno all’utilizzo di nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale, quali l’equity crowdfunding, l’invoice financing e l’emissione di minibond.

Che sia diretta alla produzione o all’organizzazione, l’Innovation manager potrebbe insomma diventare il soggetto che coordina tutte le fasi e le attività del processo di innovazione.