Le misure per le aziende nel dpcm del 9 marzo 2020

Come ormai noto, a seguito dell’evolversi della situazione di emergenza determinata da COVID- 19 (Coronavirus) e della particolare velocità di diffusione dell’epidemia, il Governo italiano sta adottando misure straordinarie finalizzate a contrastare e tentare di contenere, non solo gli effetti strettamente connessi alla salute e sicurezza dei cittadini, ma anche alla salvaguardia del sistema produttivo ed economico del paese.

In attesa della pubblicazione del decreto economico, di prossima emanazione, in cui è previsto l’introduzione dell’ammortizzatore unico nazionale, le misure di contenimento dell’emergenza economica attualmente a disposizione sono:

  • Per gli 11 comuni della ex zona rossa:
  • sospensione dei versamenti contributivi fino al 31/3/2020 in analogia con quanto previsto dal Ministero dell’Economia per i versamenti fiscali;
  • indennità di 500 euro, per un massimo di tre mesi, a favore dei lavoratori autonomi, compresi artigiani e commercianti, ma riproporzionati alle effettive giornate di chiusura;
  • previsione di una specifica causale della cassa integrazione guadagni ordinaria e in deroga per tutti i lavoratori non coperti da alcuna forma di ammortizzatore sociale e per il Fondo di integrazione salariale.
  • Su tutto il territorio nazionale:
  • possibilità, sia per la pubblica amministrazione sia per i soggetti privati, di convertire il normale svolgimento della prestazione lavorativa, in lavoro agile, in deroga all’obbligo di sottoscrivere un accordo “one to one” tra impresa e lavoratore coinvolto, fermi restando gli obblighi di informazione e formazione.
  • Sono attualmente allo studio le seguenti misure:
  • l’ampliamento degli ammortizzatori sociali già esistenti, privilegiando il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per i dipendenti delle imprese coinvolte;
  • il rafforzamento del fondo di integrazione salariale e l’introduzione della cassa integrazione in deroga per le aziende con meno di 6 dipendenti;
  • sarà posta grande attenzione nei confronti dei lavoratori del settore pubblico, particolarmente coinvolti nella gestione dell’emergenza, finalizzata a garantire una prestazione lavorativa in sicurezza e prevedere, contestualmente, l’inserimento di nuova forza lavoro, programmando delle assunzioni straordinarie che possano anche coprire eventuali assenze.