Incentivi: un decreto del Mise rende operativo il fondo attivato dalla manovra 2019. Agevolati i progetti di ricerca su semiconduttori, chip e sensori intelligenti.

Entra nel vivo il meccanismo agevolativo previso dall’articoli 1, comma 3, della Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018) per l’erogazione di contributi alle imprese che partecipano alla realizzazione dell’importante progetto di interesse comune europeo (Ipcei) sulla microelettronica.

La misura vale circa 410 milioni di euro, spalmati su un periodo che arriva fino al 2024. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 11 dicembre del decreto ministeriale del 30/10/2019 sono, infatti, stati definiti i criteri per l’utilizzazione e per la ripartizione del fondo finalizzazione all’erogazione dei contributi del settore.

Molto ampio è il pacchetto di risorse disponibili, che conta su una dotazione di:

  • 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020,
  • 60 milioni di euro per il 2021,
  • 83,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024.

Le agevolazioni sono riconosciute a fronte dello svolgimento di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nell’ambito dell’Ipcei microelettronica, più nello specifico ai seguenti settori tecnologici:

  • chip efficienti su piano energetico,
  • semiconduttori di potenza,
  • sensori intelligenti,
  • attrezzatura ottica avanzata,
  • materiali compositi.

Accedono ai benefici i soli soggetti espressamente individuati nella fase di autorizzazione del regime di aiuto che implementino attività di ricerca, sviluppo e innovazione e prima applicazione industriale, secondo quanto disciplinato nella decisione di autorizzazione dell’Ipcei microelettronica.

Risultano agevolabili i costi sostenuti per studi di fattibilità, strumentazione e attrezzature, nonché l’acquisto (o la costruzione) di fabbricati, di infrastrutture e di terreni. Sono, poi, agevolati tutti i costi per il progetto e quelli sostenuti per ottenere, convalidare e difendere i brevetti e altri attivi immateriali, la ricerca contrattuale, le competenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato, nonché i costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per il progetto. Sono ammesse anche le spese amministrative e, per la prima applicazione industriale, quelle in conto capitale (Capex) e quelle operative (Opex).

Fonte:Il Sole 24 Ore