Il decreto crescita punta su edilizia, ricerca e rilocalizzazione: cento milioni per patrimonializzare le imprese edili ed ecobonus più alto, 50 milioni per il tech transfer, 20 milioni alle crisi. Mini Ires per cinque anni a chi torna in Italia.
BACK RESHORING
Sgravi per riportare la produzione in Italia
Si intende agevolare il “back reshoring” con una riduzione dell’Ires dal 24 al 12-10% (sgravio maggiore se si investe nelle aree di crisi complessa). Agevolazioni specifiche scatterebbero per i lavoratori rimpatriati, sul modello del rientro dei cervelli mentre un organismo unico dovrebbe facilitare le aziende nelle pratiche burocratiche per il rientro. Su tutto però pesa l’incognita delle regole UE sugli Aiuti di Stato
L’UTILIZZO DI RISORSE RESIDUE
Dall’edilizia alle imprese in crisi
Con residui di risorse interne al Ministero, si intendono finanziare incentivi alla patrimonializzazione delle imprese, con particolare attenzione per quelle edili (100 milioni), un fondo per il trasferimento tecnologico che gestirebbe l’Agenzi Enea (50 milioni), il fondo marchi storici che verrebbe esteso a tutte le imprese in crisi (20 milioni in aggiunta ai 30 già stanziati).
| EDILIZIA Un piano edifici 2021-2050 I 100 milioni per la patrimonializzazione risponderebbero alle richieste avanzate dalle imprese di costruzione al tavolo di settore, ma per l’edilizia si pensa anche a un Piano edifici 2021-2050 e alla rimodulazione della spesa detraibili per le ristrutturazioni (oggi al 50%) e di quella per il risparmio energetico, al 65%, che si propone di innalzare (l’ipotesi è il 70%). |
PIANO TRANSIZIONE 4.0
Aumento aliquote del bonus ricerca
Prosecuzione del piano Impresa 4.0, ribattezzato “Transizione 4.0” dalla gestione del Ministro Stefano Patuanelli: la richiesta è la trasformazione da annuale a biennale del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo con aumento delle aliquote.