Nel Disegno di Legge di Bilancio 2026 il Governo reintroduce l’iperammortamento in sostituzione degli attuali crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. L’obiettivo: un incentivo automatico e più “robusto” sugli investimenti in beni 4.0, software e impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile, con un premio extra per chi riduce i consumi energetici

Le aliquote in bozza

La misura opera come maggiorazione del costo ammortizzabile (non più come credito d’imposta) con tre scaglioni d’investimento e due “corsie” di intensità:

Tipologia investimentoFino a 2,5 mln €2,5–10 mln €10–20 mln €
Beni 4.0 / Autoproduzione energia+180%+100%+50%
Con risparmio energetico ≥3%/5%+220%+140%+90%

Le percentuali sono quelle indicate nella bozza e nelle principali ricostruzioni tecniche di questi giorni. In termini di “beneficio equivalente” sull’IRES (24%), le maggiorazioni sopra riportate corrispondono, rispettivamente, a circa 43,2%, 24%, 12% e, nella corsia “green”, 52,8%, 33,6%, 21,6% del costo del bene. (Stima semplificata: maggiorazione × 24% IRES, senza considerare IRAP.)

Cosa rientra

Restano ammissibili beni materiali e immateriali 4.0 (allegati A e B della L. 232/2016) interconnessi, oltre agli impianti per la generazione e lo stoccaggio di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo (come il fotovoltaico), con medesime logiche di scaglioni e premialità “energia”.

Perché cambia (di nuovo) il meccanismo

La scelta di tornare alla super/iper-deduzione punta a semplificare la fruizione e a legare il premio alla resa energetica dell’investimento. Secondo le anticipazioni, il pacchetto “imprese” della manovra finanzia questa impostazione e supera alcuni vincoli che avevano rallentato la 5.0

Calendario e prossimi passi

Il provvedimento non è definitivo: serve l’approvazione della Legge di Bilancio e, a seguire, uno o più decreti attuativi che fisseranno criteri, soglie e documentazione (in particolare per misurare il risparmio energetico del 3%/5%). L’entrata in vigore operativa è attesa da inizio 2026, salvo modifiche parlamentari. 

Impatto sulle imprese

Per gli investimenti fino a 2,5 milioni in beni 4.0 “puri” la deduzione extra al +180% riporta l’incentivo su livelli storicamente molto attrattivi, mentre i progetti con taglio dei consumi possono spingersi fino al +220%. La logica a scaglioni evita concentrazioni su grandi ticket e mantiene apertura a software 4.0 e impianti rinnovabili in autoconsumo, ambiti molto richiesti dalle PMI

Per ricevere maggiori informazioni su questo bando, chiamaci al numero verde 800180616 o utilizza il form di Richiesta informazioni.

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