La Regione Emilia-Romagna apre il 2026 con un pacchetto di opportunità che agisce su tre leve diverse ma complementari: programmi di investimento ad alto impatto (ARIS), progetti di internazionalizzazione per rafforzare la presenza sui mercati esteri e agevolazioni per investimenti/progetti R&S in ambito STEP (tecnologie strategiche per l’UE). L’impianto complessivo è chiaro: sostenere competitività, transizione tecnologica e capacità di presidio delle catene del valore

1) ARIS – Accordo regionale di insediamento e sviluppo: investimenti “pesanti” e impatto occupazionale
Questa misura è pensata per programmi di investimento strategici, con un’impostazione che premia l’ampiezza progettuale e l’effetto sull’occupazione. La finestra di presentazione domande si chiude il 31 marzo 2026 e la valutazione avviene a graduatoria.
A chi si rivolge
Possono partecipare PMI e Grandi Imprese (anche singole), a condizione che abbiano almeno un bilancio approvato alla data di domanda e realizzino l’investimento in Emilia-Romagna. Il perimetro è quello delle attività industriali di produzione di beni o servizi.
Cosa finanzia davvero
Il cuore del programma deve includere almeno un progetto di Ricerca Industriale e/o Sviluppo Sperimentale (è indicato come obbligatorio), affiancabile da ulteriori linee di intervento: infrastrutture di prova e sperimentazione, tutela ambientale/FER per autoconsumo, investimenti produttivi (con regole diverse per PMI e Grandi Imprese nelle aree ammesse).
Un elemento che fa “selezione naturale” è la soglia minima: si parla di dimensioni rilevanti, ad esempio minimi di costo di 2–3 milioni per R&S (a seconda della dimensione) e ulteriori minimi per le altre tipologie (infrastrutture, FER, investimenti produttivi).
Intensità del contributo
Il contributo è a fondo perduto in Regime di Esenzione, con percentuali che cambiano per tipologia:
Ricerca industriale fino al 40%, elevabile fino al 50% con piano occupazionale (minimo 30 assunzioni a tempo pieno e indeterminato).
Sviluppo sperimentale fino al 20% (fino al 25% con piano occupazionale), con massimale contributo 4 milioni.
Infrastrutture di prova e sperimentazione fino al 25% (massimo 1 milione).
Tutela ambientale e rinnovabili fino al 45% (massimo 300.000 €).
Investimenti produttivi: per PMI 20% (piccole) e 10% (medie) con massimale 500.000 €; nelle aree assistite si applicano intensità differenziate anche per Grandi Imprese (sempre con massimale indicato a 500.000 €).
2) Internazionalizzazione: progetti estero con consulenza obbligatoria e contributi “a taglia” definita
La misura sull’internazionalizzazione finanzia programmi per rafforzare la presenza sui mercati esteri, con un impianto molto pratico: massimo due Paesi target (con esclusione di San Marino e Città del Vaticano) e fino a quattro fiere internazionali. L’iter indicato prevede compilazione domande dal 16 febbraio 2026 e invio dal 24 febbraio al 13 marzo 2026, anche qui a graduatoria.
Beneficiari e forma di partecipazione
È rivolta a micro, piccole e medie imprese, singole o aggregate (ATI/ATS/Reti). Devono avere sede operativa in Emilia-Romagna oppure impegnarsi ad attivarla entro la rendicontazione; inoltre è previsto un perimetro ATECO ammissibile indicato dal bando (con alcune limitazioni su specifiche divisioni).
Spese ammissibili e impostazione del progetto
Qui c’è un punto decisivo: i progetti devono includere obbligatoriamente interventi consulenziali connessi allo sviluppo dell’internazionalizzazione (ad esempio temporary/digital export manager, piano marketing e comunicazione sui Paesi target, consulenze B2B, costi generali connessi). Sul fronte fiere, sono finanziabili eventi con qualifica internazionale svolti in presenza nel periodo 24/02/2026 – 31/12/2027, fino a quattro.
Contributo e importi
Il contributo è a fondo perduto in De Minimis, pari al 50% delle spese ammissibili, con possibile aumento di 5 punti percentuali in alcune casistiche (ad esempio imprese femminili/giovanili, localizzazione in aree indicate, rating di legalità in presenza di requisiti specifici). Gli importi concedibili sono indicati in forchette: 25.000–30.000 € per imprese singole e 75.000–140.000 € per aggregazioni.
3) STEP: 45 milioni per tecnologie strategiche, investimenti e R&S con finestre multiple nel 2026
La terza misura si innesta sulla piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform) e mette a disposizione 45 milioni di euro per sostenere investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo su tecnologie innovative/emergenti/di frontiera, con l’obiettivo di ridurre dipendenze strategiche dell’UE. La dotazione è ripartita in 22,5 milioni per investimenti (Azione 1.6.1) e 22,5 milioni per R&S (Azione 1.6.2).
Ambiti tecnologici (macro-aree)
Gli ambiti includono:
tecnologie digitali e deep tech;
tecnologie pulite ed efficienti in termini di risorse;
biotecnologie (con riferimenti specifici ai vincoli sugli aiuti di Stato).
Finestre e regole di candidatura
Sono previste tre finestre nel 2026:
5 febbraio 2026 ore 10:00 → 27 febbraio 2026 ore 13:00
4 maggio 2026 ore 10:00 → 29 maggio 2026 ore 13:00
1 settembre 2026 ore 10:00 → 30 settembre 2026 ore 13:00
Ogni azienda può presentare una domanda per Azione 1.6.1 e una per Azione 1.6.2 nell’arco delle finestre. Possono accedere PMI e Grandi Imprese costituite come società di capitali.
Intensità dell’aiuto
Il contributo è a fondo perduto in Regime di Esenzione oppure secondo il regime CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework – sezione manifattura di tecnologie pulite). Le intensità massime indicate sono:
Investimenti: dal 10% al 40%, massimale 3 milioni;
R&S: dal 25% al 70%, massimale 3 milioni.
Anche qui la valutazione è a graduatoria.
Per ricevere maggiori informazioni su questo bando, chiamaci al numero verde 800180616 o utilizza il form di Richiesta informazioni.
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