Dal 12 giugno 2026 prende ufficialmente avvio la fase operativa del nuovo Iperammortamento, la misura introdotta nell’ambito del Nuovo Piano Transizione 5.0 per sostenere gli investimenti delle imprese in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in soluzioni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili

Con il Decreto Direttoriale del 10 giugno 2026, il MIMIT ha definito i termini di apertura della piattaforma e approvato i modelli di comunicazione necessari per l’accesso alla maggiorazione. Le imprese potranno quindi trasmettere la comunicazione di prenotazione attraverso l’Area Clienti del portale GSE, accedendo con SPID o CIE.
La misura segna un cambio di impostazione rispetto ai precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Il beneficio, infatti, non si traduce in un credito compensabile tramite F24, ma in una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni agevolabili, rilevante ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
L’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e si applica principalmente a due categorie di intervento: beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, nonché beni finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo.
Le percentuali di maggiorazione sono articolate per scaglioni di investimento: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota eccedente i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, e 50% per la quota oltre i 10 milioni e fino al limite massimo di 20 milioni di euro.
Dal punto di vista operativo, l’accesso alla misura richiede una gestione documentale accurata. La comunicazione preventiva rappresenta il primo passaggio per prenotare l’agevolazione e deve essere presentata per ciascuna struttura produttiva interessata dagli investimenti. All’interno dell’istanza dovranno essere indicati i dati dell’impresa, la sede interessata, la tipologia e il valore degli investimenti, le tempistiche previste di interconnessione o di entrata in funzione e le informazioni fiscali collegate alla maggiorazione.
L’impresa dovrà poi completare il percorso con le successive comunicazioni previste dalla disciplina: la comunicazione relativa agli ordini accettati e al pagamento dell’acconto minimo del 20%, e la comunicazione finale di completamento degli investimenti. Per queste ulteriori fasi saranno definiti i termini operativi di apertura della piattaforma con successivo provvedimento.
Un aspetto centrale riguarda la prova della spettanza del beneficio. La conformità tecnica degli investimenti dovrà essere supportata da apposita perizia tecnica asseverata, mentre l’effettivo sostenimento dei costi dovrà essere comprovato mediante certificazione contabile. Ciò rende fondamentale impostare correttamente la pratica sin dalla fase iniziale, evitando di considerare la comunicazione GSE come un mero adempimento formale.
Per le imprese interessate, il nuovo Iperammortamento rappresenta una leva fiscale rilevante, ma richiede una valutazione preventiva puntuale: occorre verificare l’ammissibilità dei beni, la coerenza con i requisiti tecnici, la corretta qualificazione dell’investimento, la sostenibilità del piano di interconnessione e la completezza della documentazione a supporto.
In questa fase, la priorità per le aziende è quindi duplice: da un lato prenotare correttamente l’agevolazione nei termini e secondo le modalità previste; dall’altro costruire un fascicolo tecnico e amministrativo solido, in grado di sostenere la fruizione del beneficio anche in caso di controlli successivi.
Il nuovo Iperammortamento non è solo un incentivo fiscale, ma uno strumento di pianificazione degli investimenti. Per beneficiarne correttamente, è necessario integrare valutazione tecnica, pianificazione fiscale e presidio documentale sin dalle prime fasi del progetto.
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