Dal Fisco aiuti a fondo perduto

La bozza di decreto Rilancio, messa a punto dai tecnici dell’esecutivo, prevede contributi cash, con bonifico dall’Agenzia delle entrate. Si trattai di  un contributo a fondo perduto che potrà arrivare fino al 25% del fatturato perduto a causa dell’emergenza Covid-19.

Tra le novità previste nel decreto Rilancio, di prossima emanazione, ci sono contributi a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, nonché per i titolari di partita Iva, che hanno avuto un calo di fatturato o di compensi, a causa del Covid-19.

Il contributo spetterà ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto. A tal proposito, si prenderanno in considerazione i ricavi messi a segno nel 2019 o, per chi non ha chiuso il bilancio entro fine dicembre, i ricavi messi a segno nei 12 mesi precedenti al giorno di chiusura del bilancio.

Il contributo a fondo perduto sarà rapportato al calo dei ricavi rispetto all’anno precedente e spetterà a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Al fine di una corretta determinazione degli importi, occorre fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 il contributo spetterà a prescindere. Ma finora non ci sono chiarimenti in merito al sistema di calcolo.

Importo di contributo spettante:

  • 25% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100 mila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100 mila euro e inferiori a 400 mila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila euro e inferiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

L’ammontare del contributo a fondo perduto sarà riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a 2 mila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Modalità di incasso

I soggetti interessati presenteranno, in via telematica,  una istanza all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti di ammissibilità, entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa.

Controlli ed eventuale recupero             
Successivamente all’erogazione del contributo l’Agenzia delle entrate comunicherà telematicamente alla Guardia di finanza i dati pervenuti, che provvederà al relativo riscontro con quelli  in possesso del ministero dell’Interno, anche mediante procedure automatizzate finalizzate all’effettuazione massiva dei controlli.
Qualora, dai riscontri, taluno dei soggetti indicati non superi la verifica antimafia, colui che ha rilasciato l’autocertificazione di regolarità antimafia sarà punito con la reclusione da due anni a sei anni.
La Guardia di finanza comunicherà il mancato superamento della verifica antimafia all’ufficio territorialmente competente dell’Agenzia delle entrate per il conseguente recupero.

Erogazione

Sulla base delle informazioni contenute nell’istanza, il contributo a fondo perduto sarà corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.