LE MISURE PREVISTE PER IL DECRETO LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE
06/04/2020: nella rassegna stampa di ieri sera il Governo ha esposto le novità che caratterizzeranno il decreto legge di aprile, con il quale si dà ulteriore supporto alle imprese con circa 400 miliardi di euro. 200 miliardi di euro da destinare al mercato interno, altri 200 per l’export.
La priorità del Governo, con il decreto di prossima uscita, è quello di intervenire con strumenti che assicurino liquidità alle imprese. Un intervento, dunque, molto corposo e con un approccio sistemico per tutte le categorie in sofferenza, che tocca i seguenti ambiti tematici:
- sostegno all’export;
- liquidità alle imprese tramite finanziamenti garantiti;
- rinvio delle scadenze fiscali;
- rafforzamento del Golden Power.
LIQUIDITÀ ALLE IMPRESE TRAMITE FINANZIAMENTI GARANTITI
Professionisti, autonomi e PMI
Il sistema produttivo italiano è caratterizzato da tante piccole Partita Iva, imprese artigiane, autonomi e professionisti. Per questo motivo il Governo vuole rispondere alle esigenze delle imprese rafforzando uno strumento conosciuto e già utilizzato come il Fondo centrale di garanzia delle PMI.
L’operazione prevista dal decreto è quella di un ulteriore potenziamento del Fondo con una dotazione ancora più significativa di quella già apportata dal decreto Cura Italia di marzo.
La dotazione del Fondo, infatti, sale a 7 miliardi e lo strumento è stato allargato verso il basso, ad autonomi e professionisti, e verso l’alto, ad imprese fino a 499 dipendenti. Si punta a un effetto leva superiore all’1:14: lo Stato assicura le risorse in modo che, per ogni euro speso sborsato, se ne muovano almeno 14.
Semplificate le procedure, stanziate nuove risorse e ampliato l’importo medio del prestito. Il funzionamento del fondo, per le imprese fino a 499 dipendenti, prevederà quanto segue:
- garanzia al 100% su prestiti fino a € 25.000,00 senza valutazione del merito di credito;
- garanzia al 90% su prestiti da € 25.000,00 a € 800.000,00 con valutazione del merito di credito, al 100% se intervengono anche i Confidi (consorzi di garanzia collettiva dei fidi), con valutazione economico finanziaria e senza valutazione andamentale;
- garanzia al 90% da € 800.000,00 a € 5.000.000,00 con valutazione del merito di credito (solamente attraverso il modulo economico finanziario e non quello andamentale).
Per lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali già il Cura Italia aveva consentito finanziamenti fino a € 3.000,00 con durata inferiore a 18 mesi senza valutazione, a condizione di autocertificare il danno subito dalla diffusione dell’epidemia Covid-19.
Il limite ora viene portato anche per loro a € 25.000,00 con garanzia al 100% del fondo.
I rimborsi possono essere fatti in 6 anni. Anche in questo caso, è stata snellita la burocrazia di accesso al fondo: ad esempio, la valutazione antimafia per l’erogazione del prestito sarà successiva allo stesso. La pratica non avrà nessun costo d’istruttoria e l’erogazione punta ad essere il più veloce possibile, soprattutto nel caso dei prestiti fino a € 25.000,00 che non richiederà da parte della banca nessuna valutazione sul merito di credito dell’azienda.
Medie e grandi imprese
Per quanto riguarda medie e grandi aziende (con 500 o più dipendenti), i prestiti delle banche saranno garantiti da Sace (che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti) che viene dotata di un fondo apposito da 1 miliardo di euro.
Gli impegni assunti da Sace non dovranno superare l’importo complessivo di 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 destinati a supporto di PMI, inclusi autonomi e professionisti.
Le garanzie vanno rilasciate entro il 31 dicembre alle imprese beneficiarie, che non devono rientrare tra le imprese in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019 e non devono essere presente, alla data del 29 febbraio 2020, tra le esposizioni deteriorate della banca che eroga il prestito.
La durata massima del prestito è di 6 anni e le imprese possono scegliere di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi.
Il prestito garantito non deve essere superiore al maggiore tra questi 2 parametri:
- 25% del fatturato 2019;
- doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019 (o dei costi attesi per i primi 2 anni, se l’impresa ha avviato l’attività dopo il 31 dicembre 2018).
Nello specifico:
- le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
- copertura all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro;
- copertura al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.
La copertura della Sace funzionerà anche per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva (a cui sono riservati 30 miliardi), ma solo se sarà già stato fruttato il credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.
SOSTEGNO ALL’EXPORT
Altro intervento previsto dal Decreto Liquidità riguarda il sostegno all’export, di cui si era già occupato il Cura Italia con l’istituzione del “Fondo per la Promozione Integrata” da 150 milioni di euro per il supporto del commercio all’estero dei nostri prodotti.
L’intervento prevede l’introduzione di un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.
RINVIO DELLE SCADENZE FISCALI
Vengono sospesi pagamenti fiscali, contributivi e alcune ritenute, che cadevano tra aprile e maggio 2020. Rinviato anche il pagamento di ritenute e contributi. I versamenti dovranno essere fatti entro il 30 giugno 2020 o, in alternativa, attraverso 5 rate mensili a partire da giugno.
Cambia la platea di beneficiari: mentre Il Decreto Cura Italia fissava a 2 milioni di euro il limite di fatturato nel 2019 al di sotto del quale si poteva beneficiare della sospensione, ora il limite viene alzato significativamente, ma solo per chi ha subito un calo del volume d’affari.
In particolare:
- IVA, ritenute e contributi sono sospesi per chi ha avuto un calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
- IVA, ritenute e contributi sono sospesi in ogni caso per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
Il periodo di riferimento per calcolare il calo è lo stesso periodo del 2019 (per le fatture di aprile 2020, ad esempio, va considerato il calo di fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019).
Per quanto riguarda gli autonomi, il decreto estende la sospensione dei versamenti già prevista dal Decreto Cura Italia per chi avesse ricavi o compensi fino a € 400.000,00 e non avesse sostenuto nel mese precedente spese per prestazioni di lavoro dipendente. La sospensione ora arriva fino a tutto maggio 2020.
Credito d’imposta per l’acquisto di DPI
Il Decreto Liquidità prevede anche che vengano estese le tipologie di spese ammesse al credito d’imposta del 50% (fino a € 20.000,00) introdotto dal decreto Cura Italia per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.
Alle spese incentivabili si aggiungono quelle per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale (i DPI come guanti, mascherine, visiere, occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), oltre a detergenti, disinfettanti e altri dispositivi per proteggere i lavoratori dall’esposizione ad agenti biologici o per tenerli a distanza di sicurezza (come i pannelli protettivi).
Il limite di spesa per questa misura è di 50 milioni di euro.
Bonus affitti
Ulteriori misure si aspettano anche sul bonus affitti che potrebbe essere ridisegnato. Mentre al momento è limitato ad edifici di categoria catastale C1, botteghe e negozi, e al mese di marzo, potrebbe essere esteso ad immobili ad uso non abitativo, quali ad esempio gli alberghi del settore del turismo.
L’estensione potrebbe tuttavia comprendere anche i capannoni delle imprese, gli studi professionali e gli affitti d’azienda. La platea di riferimento è in fase di definizione, così come l’aliquota del bonus, che per marzo è del 60%.
RAFFORZAMENTO DEL GOLDEN POWER
il Decreto Liquidità ha esteso per un anno il Golden Power alle aziende dei settori bancario, finanziario, assicurativo, sanitario, dell’energia, dei trasporti, dell’acqua, della sicurezza alimentare e della tecnologia: intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cyber sicurezza.
L’azione mira a proteggere le aziende italiane che, per effetto della crisi economica legata all’epidemia da Covid-19, in questo periodo sono più soggette a tentativi di scalate. Con il rafforzamento previsto dal Decreto, invece, lo Stato potrà bloccare scalate ostili ai danni di imprese ritenute strategiche per il Paese.
Il Golden Power potrà essere applicato d’ufficio anche alle operazioni non notificate e a quelle interne all’Unione Europea (per acquisti di quote pari o superiori al 10%). È stato previsto, inoltre, l’abbassamento delle soglie di acquisto per i quali sarà obbligatorio dare comunicazione alla Consob.