Dagli incentivi 4.0 alle garanzie di stato sul credito alle PMI: ricognizione sugli strumenti di agevolazione più semplici da ottenere.

CREDITO D’IMPOSTA R&S

L’obiettivo del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo è stimolare la spesa privata in ricerca e sviluppo per innovare processi e prodotti, e garantire la competitività futura delle imprese. L’attuale regime, valido fino a tutto il 2020, è rivolto a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta del 50 o 25% a seconda della tipologia di spesa, su spese incrementali in ricerca e sviluppo, riconosciuto fino a un massimo di 10 milioni di euro annui per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in ricerca e sviluppo negli anni 2012-2014.

Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi mediante modello F24.

Grazie all’incentivo, sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale quali:

  • costi del personale coinvolto nelle attività
  • contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up innovative
  • quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio
  • competenze tecniche e privative industriali
  • materiali utilizzati nel progetto.

Il beneficio, inoltre, è cumulabile con gli altri incentivi del piano nazionale Industria 4.0, ma anche con eventuali contributi regionali o europei su progetti di ricerca e sviluppo.

L’agevolazione è accessibile automaticamente in fase di redazione di bilancio, indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, pur sussistendo l’obbligo di produrre apposita documentazione contabile certificata.

IPER-AMMORTAMENTO

Trattasi di una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi e funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “industria 4.0”.

A partire dal 2019 l’iper-ammortamento è calcolato sulla base di una serie di scaglioni, volti a privilegiare gli investimenti di minori dimensioni e, di conseguenza, le piccole e medie imprese.

La maggiorazione per ammontare degli investimenti:

  • maggiorazione è del 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • maggiorazione del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • maggiorazione del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;
  • non è prevista maggiorazione sulla parte di investimenti complessivi eccedenti i 20 milioni di euro.

L’iper-ammortamento è destinato ad agevolare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, in strutture produttive situate nel territorio italiano, effettuati nel corso del 2019. È prevista la possibilità di completare l’investimento entro il 31 dicembre 2020 se entro il 31/12/2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

L’iper ammortamento è inoltre affiancato da una maggiorazione del 40% relativamente al costo di acquisizione di alcuni beni immateriali. Anche questo incentivo è rivolto a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica e dal settore economico in cui operano.

La fruizione dei benefici è vincolante alla produzione di una dichiarazione resa dal legale rappresentante per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500 mila euro, una perizia tecnica giurata o documento analogo, attestanti che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo tra i beni agevolabili e che lo stesso è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i beni che non rientrano nella categoria “Industria 4.0” è comunque possibile fare ricorso al super-ammortamento che consiste in una maggiorazione del 30%.

FONDO DI GARANZIA PER LE PMI

La finalità dell’incentivo, istituito dalla legge 662/96, è quella di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessone di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali portate dalle imprese.

La garanzia può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese e professionisti.

L’intervento è concesso fino a un massimo dell’80% del finanziamento, su tutti i tipi di operazioni sia a breve sia medio-lungo termine, tanto per la liquidità che per gli investimenti, per un importo massimo di 2,5 milioni di euro per impresa o professionista, senza un limite al numero di operazioni effettuabili. Il limite si riferisce all’importo garantito, mentre per il finanziamento nel suo complesso non è previsto un tetto massimo.

 

VOUCHER PER I MANAGER DIGITALI

Il voucher è rivolto alle piccole e medie imprese e finanzia prestazioni consulenziali di natura specialistica su processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di ammortamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, mediante il supporto del manager per l’innovazione.

L’agevolazione è in regime “de minimi” e copre fino al 50% delle spese ammissibili. L’importo massimo concedibile è di 80 mila euro in caso di reti d’impresa.

 

PATENT BOX

Grazie al decreto crescita, il patent box è diventato uno strumento di agevolazione ad accetto semplificato. Introdotto a fine 2014, il patent box è un regime opzionale di tassazione agevolata per i rediti derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti, di disegni e modelli industriali, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

L’agevolazione è accessibile da parte di soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata e dal titolo giuridico in virtù del quale si utilizzano i beni.

Il patent box consiste in una detassazione dei redditi per il 50% dell’ammontare derivante da beni immateriali.

La rinnovata disciplina fiscale di favore: l’opzione annuale.

Con l’accesso diretto, l’opzione dovrà essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale si riferisce l’agevolazione, avrà durata annuale e sarà irrevocabile e rinnovabile. A seguito dell’esercizio dell’opzione, il contribuente ripartirà la variazione in diminuzione in 3 quote annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di esercizio dell’opzione e in quelle relative ai due periodi di imposta successivi

 

Fonte dell’Articolo (https://www.italiaoggi.it/)