Bonus Ricerca e Sviluppo, le novità legislative e i casi sottoposti tramite interpello all’esame delle Entrate e del Mise

In vista della compilazione del modello SC2019 si identificano i provvedimenti legislativi di impatto sul credito 2018:
• Dl 87/18 che ha introdotto restrizioni sugli acquisti Intercompany di beni immateriali e sul loro utilizzo nello svolgimento di attività di R&S;
• Legge 145/18, con due novità procedurali:
1. La predisposizione di una relazione tecnica firmata dal responsabile della ricerca e dal legale rappresentante che deve illustrare le finalità, i contenuti ed i risultati delle attività di ricerca svolte nel periodo;
2. L’obbligo di apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Ad oggi sono due i principali fattori di preoccupazione:
1) le variazioni normative e interpretative che richiedono continui adeguamenti e costi alle imprese (si veda ad esempio la risoluzione 40/19 sulla non ammissibilità dell’innovazione di processo e/o organizzative);
2) le prime verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria che, nei casi dubbi, si concludono con il rilievo di inesistenza del credito, laddove tale rilievo potrebbe essere sollevato solo in caso di inesistenza dell’attività (frode) e non certo quando si discute sul fatto che un certo tipo di attività di ricerca rientri nelle complesse e tecniche specificazioni di legge. In altri termini, ad esempio, riesce davvero difficile ritenere inesistente un credito laddove la contestazione nasca, ad esempio, dalla determinazione di un diverso livello innovativo di una certa attività o più in generale in relazione ai contenuti della relazione tecnica.

A livello interpretativo, si ricordano le circolari delle Entrate 5/E/16, 13/E/17, 10/E/18 e 8/E/19, le risoluzioni e le risposte agli interpelli, le circolari e le Faq del Mise e la comunicazione della Commissione Ue 2014/C 198/01.

A seguire, i casi sottoposti tramite interpello all’esame delle Entrate e del Mise:

  • Innovazione di processo e organizzativa (risoluzione 40/19)

Si chiarisce che nel campo di applicazione del credito d’imposta non rientrano automaticamente tutte le attività di tipo innovativo, ma solo quelle che, nell’ambito del più ampio processo d’innovazione, si caratterizzino per la presenza di reali contenuti di R&S, perché relative ai progetti intrapresi per il superamento di una o più incertezze scientifiche o tecnologiche, la cui soluzione non sarebbe possibile sulla base dello stato dell’arte del settore di riferimento e cioè applicando le tecniche o le conoscenze già note e disponibili in un comparto scientifico o tecnologico (per il software si veda la circolare Mise 59990 /18).

  • Ricerca commissionata dall’estero (Risposta 83/2019)

È agevolabile anche nel caso in cui il commissionario italiano la subappalti a un altro soggetto, purché il sub-commissionario sia residente nel territorio dello Stato e ivi svolga l’attività di ricerca. In tal caso, il beneficio spetta alla sub-commissionaria e non alla commissionaria.

  • Ricerca commissionata dall’estero (risposta 58/2018)

Il calcolo della media degli investimenti 2012-14 deve essere effettuato includendo i costi ammissibili sostenuti nei periodi di riferimento, e quindi dal 2017 sono anche compresi quelli relativi alla ricerca commissionata da soggetti non residenti, a prescindere dalla circostanza che, nel periodo per il quale si intende accedere all’agevolazione, l’impresa sostenga o meno costi di ricerca per commesse dall’estero. Pertanto, nel caso di specie, il principio di omogeneità si applica includendo nella media tutte le possibili configurazioni che l’attività di ricerca agevolabile può assumere e ciò a prescindere dalla diversa
configurazione di attività effettuate nel periodo per il quale si calcola il beneficio.

  • Operazioni straordinarie (circolare 10/2018)

per le fusioni vanno distinte le operazioni effettuate in uno degli anni interessati dalla media storica (2012-14) e quelle realizzate durante il periodo di applicazione dell’agevolazione. In relazione alla media vi è un regime di continuità e il soggetto risultante dalla fusione deve tenere conto dei dati dell’incorporata/fusa;

per il conferimento, non può considerarsi soggetto «nuovo» una società costituita nel corso di un periodo agevolato a seguito del conferimento di un ramo o dell’intera azienda da parte del conferente.

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