È datata 23 ottobre l’ultima bozza del disegno di legge di bilancio che mette finalmente in chiaro gli orientamenti di questo esecutivo sulla politica industriale. Una bozza piena di conferme ma anche sorprese: dalle tre aliquote per l’iperammortamento al rinnovo della Nuova Sabatini al (quasi) dimezzamento del credito d’imposta per la Ricerca e Sviluppo.

396 MILIONI IN CINQUE ANNI PER LA NUOVA SABATINI

Nel Capo II dedicato alle Misure per lo sviluppo e gli investimenti figura un articolo dedicato a “Rifinanziamento della misura Nuova Sabatini, Made in Italy, contratti di sviluppo, microelettronica, aree di crisi, Fondo per il sostegno al Venture capital, incentivi agli investimenti in VC, soppressione fondo Balcani, chiusura fondo start up”. La vera novità di questa bozza è quindi il rinnovo della Sabatini, che viene “integrata di 48 milioni di euro per l’anno 2019, di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 e 48 milioni per l’anno 2023”.

TRE SCAGLIONI PER L’IPERAMMORTAMENTO

Finalmente nero su bianco la “Proroga e rimodulazione della disciplina di maggiorazione dell’ammortamento (iper ammortamento)”. Il provvedimento sancisce intanto il prolungamento dei termini temporali per gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, che devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.
Il comma successivo introduce le tre aliquote: 250% (come ora) per i progetti fino a 2,5 milioni, 200% per quelli tra 2,5 e 10 milioni e 150% per quelli tra 10 e 20 milioni.
Questa la lettera della disposizione: “La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura del 150 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 100 per cento per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro e nella misura del 50 per cento per gli investimenti compresi tra 10 e 20 milioni di euro. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedenti il limite di 20 milioni di euro”. Questi nuovi scaglioni si applicano solo per gli ordini effettuati a partire dal primo gennaio 2019.
La disposizione spiega inoltre che resta ferma la possibilità di sostituire il bene con uno di valore pari o superiore.
C’è anche l’incentivo, che resterebbe al 140%, per i beni immateriali di cui all’Allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232. Resta il vincolo alla previa acquisizione di un bene strumentale materiale dell’allegato A.

ARRIVA LA MINI IRES AL 15%

L’Ires viene ridotta dal 24% al 15% “per la parte corrispondente agli utili del periodo d’imposta precedente, conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, accantonati a riserve diverse da quelle non disponibili, nei limiti dell’importo corrispondente alla somma: a) degli investimenti effettuati in beni strumentali materiali nuovi di cui all’articolo 102 del citato testo unico; b) del costo del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato o indeterminato”.
Si specifica che l’incentivo opera “nei limiti dell’incremento del costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali”, cioè che la spesa in beni strumentale deve essere incrementale, e che la misura è cumulabile con altri incentivi.

NIENTE FORMAZIONE

Manca ancora ogni riferimento a un eventuale rinnovo del credito d’imposta per la formazione 4.0. Al momento manca anche la disposizione che dovrebbe introdurre l’incentivo all’”assunzione di un Manager dell’Innovazione”, probabilmente nella forma del voucher. Vedremo se queste misure rientreranno nel disegno di legge finale.

TAGLI AL CREDITO D’IMPOSTA PER LA RICERCA E SVILUPPO

Sforbiciata al credito d’imposta per la ricerca e sviluppo, tutt’ora in vigore fino al 2020 e di cui ci si attendeva la proroga al 2021 (per ora non pervenuta).
Il tetto massimo dell’incentivo passa da 20 a 10 milioni. L’incentivo scende poi dal 50% al 25% delle spese incrementali, salvo alcune categorie di spesa: quelle per il personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo; quelle rientranti nell’ambito di contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di attività di ricerca e sviluppo; con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative; e con imprese rientranti nella definizione di PMI innovative.
Scendo invece al 25% le spese per il personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo e quelle per le altre tipologie di contratti.

POTENZIAMENTO DEL PIANO MADE IN ITALY

Per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia sono stanziati ulteriori 90 milioni per il 2019 e 20 milioni per il 2020.

460 MILIONI IN SEI ANNI PER LA MICROELETTRONICA

Viene inoltre istituito un fondo finalizzato all’erogazione dei contributi alle imprese che partecipano alla realizzazione dell’Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI) sulla microelettronica, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2019, di 50 milioni di euro per il 2020 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2024.

INIZIATIVE PER PROMUOVERE IL VENTURE CAPITAL

Per promuovere gli investimenti in capitale di rischio da parte di operatori professionali, lo Stato potrà sottoscrivere speciali classi di quote o azioni di uno o più organismi di investimento collettivo del risparmio chiusi, istituiti e gestiti da società di gestione del risparmio partecipate o controllate da uno o più Istituti nazionali di promozione.
Lo Stato potrà sottoscrivere le quote o azioni di cui al comma 1, comprese quelle di classe speciale, anche unitamente ad altri investitori istituzionali, pubblici o privati, privilegiati nella ripartizione dei proventi derivanti dalla gestione dei predetti organismi di investimento.

PROROGA DEL BONUS SUD

Prevista la proroga per il 2019 e il 2020 dell’incentivo per l’aumento dell’occupazione nel Mezzogiorno. Si tratta di 500 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2019 e 2020 che consentiranno di azzerare completamente gli oneri contributivi per favorire l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età, ovvero di soggetti di almeno trentacinque anni di età privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.