INDUSTRIA 4.0 CON PERIZIA SEMPLICE MA NON PER I BENI PRENOTATI NEL 2019
Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta 4.0 devono acquisire una perizia resa da un ingegnere, un perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione. La perizia deve attestare che il bene ha i requisiti richiesti dalla legge e che è stato interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
A differenza di quanto accadeva in passato, la norma richiede una perizia tecnica semplice che quindi non necessita di giuramento da parte del soggetto che la redige. È una novità che riguarda solamente il nuovo credito d’imposta per gli investimenti 2020, per cui non dovrebbe interessare le imprese che beneficeranno dell’iper-ammortamento con le regole 2019 a seguito di “prenotazione” con ordine e acconto entro il 31/12/2019. Si ritiene, dunque, che in quest’ultimo caso si dovrà continuare a giurare il documento.
La perizia, inoltre, può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante della società quando il costo unitario dei singoli beni considerati non supera i 300mila euro (limite ridotto rispetto a quello precedente di 500mila euro).
La semplificazione, oltre a snellire gli aspetti burocratici, permette di superare sul nascere tutti i problemi che in passato si erano manifestati a proposito di termine entro il quale doveva essere giurata la perizia. La norma attuale, dunque, non prevede vincoli temporali sulla data della perizia.
I principali contenuti della perizia possono essere così sintetizzati:
- descrizione del bene e della sua inclusione negli elenchi;
- descrizione delle caratteristiche del bene;
- descrizione dei requisiti di interconnessione;
- descrizione delle modalità in grado di dimostrare l’interconnessione;
- rappresentazione dei flussi che definiscono l’integrazione del bene nel sistema produttivo.