Contributi fino all’85% per le imprese del Sud che investono in macchinari e attrezzature idonei per industria 4.0. Il contributo scende, invece, al 60% per le piccole imprese del centro nord nelle aree non ammesse alla deroga e risale al 70% per quelle che sono nelle aree in deroga.
Ecco quanto si evince dalla relazione di accompagnamento al disegno di legge di bilancio, la quale specifica che il credito d’imposta agli investimenti, che vale il 40% della spesa, è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto.
Il credito d’imposta pari al 40% della spesa vale per tutte le imprese ovunque collocate a prescindere dalla dimensione, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Quindi, concentrandoci su questa fascia di investimento, ciò che determina l’entità totale del contributo totale è l’agevolazione aggiuntiva rispetto al credito d’imposta.
Misure di contributo variabili in base alla tipologia di impresa
Le piccole imprese possono avere un contributo sotto forma di contributo a fondo perduto, di abbattimento degli interessi o altri incentivi che rientrano tra gli aiuti di stato, fino ad un massimo del 45% per il Sud Italia. Il contributo scende al 40% per le aree industrializzate del centro nord. Risale, invece, al 30% per quelle in difficoltà del Centro-nord.
Quindi, cumulando il nuovo credito d’imposta sugli investimenti con quanto ottenibile dagli altri bandi, si arriva alle percentuali sopra indicate
Si precisa che tutto il contributo è soggetto a erogazione a consuntivo. Ad esempio, i fondi perduti dei bandi regionali sono di solito concessi previa rendicontazione del progetto realizzato e il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Inoltre, prevede che può essere utilizzabile a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Se le imprese rinunciano ad una parte del contributo, possono finanziare l’operazione con la Sabatini che mette a disposizione l’importo del finanziamento prima del pagamento della fattura: in questo caso, l’incentivo Sabatini, però, scende però fino al 10% o al di sotto.
Anche i software tra i beni agevolabili
I beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” potranno godere del credito d’imposta riconosciuto nella misura del 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e nella misura del 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite complessivo massimo di costi ammissibili pari a 10 milioni di euro.
Per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali, invece, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700mila euro.
Fonte:Italia Oggi