Le Entrate puntano a diminuire i tempi di risposta per il patent box.

(Fonte: ITALIAOGGI)

Fissati a poco più di 2 anni i tempi per la conclusione degli accordi relativi ai patent box; tempo che raddoppia per i ruling internazionali. Aumentano a 2 anni anche la previsione per le procedure amichevoli.

Questo sono alcuni dei dati della convenzione sugli obiettivi 2019-2020 tra Agenzia delle entrate e Mef. Mentre da un lato, per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali (patent box), l’Agenzia delle entrate punta a diminuire i tempi di risposta arrivando ad un tempo medio di 28 mesi, conto i 30 fissati nel 2018; dall’altro, per i ruling internazionali l’impegno dell’Agenzia di contratte i tempi di risposta (36 nel 2018) sembra naufragare nelle scartoffie prevedendo un tempo medio di 44 mesi, rispetto ai 32 mesi prospettati.

Allungati anche i tempi di perfezionamento delle procedure amichevoli (mutual agreement procedure – Map). L’Agenzia delle entrate prevede un tempo medio di conclusione le procedure tramite accordo pari a 24 mesi nel 2019 contro i 18 mesi del 2018.

Sull’impronta della prevenzione attraverso il dialogo tra Agenzia e contribuente, il fiso italiano ha puntato all’incremento della tax compliance anche attraverso una serie di miglioramenti delle condizioni per l’assolvimento spontaneo da parte dei contribuenti agli obblighi fiscali. Tra questi vi è la dichiarazione precompilata: l’Agenzia opta, dunque, per una lenta progressione del 730 compilato fai-da-te, con la previsione di arrivare ad una percentuale pari al 15% di precompilati trasmessi nel 2021.