RESTO AL SUD INCASSA GLI AIUTI A FONDO PERDUTO

Novità decreto Rilancio – Articolo 235: misura di sostegno al fabbisogno di circolante dei beneficiari di “Resto al Sud” per far fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria.

Tra le novità del decreto Rilancio spunta il fondo perduto anche per i beneficiari dei finanziamenti erogati da Invitalia con la misura “Resto al Sud”.  L’ulteriore contributo a fondo perduto è concesso per il fabbisogno di circolante e per fronteggiare gli effetti dell’emergenza sanitaria.

L’importo concedibile sarà pari a:

  1. € 15.000,00 per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;
  2. € 10.000,00 per ciascun socio, fino ad un importo massimo di € 40.000,00 per ogni impresa.

Per accedere al nuovo fondo perduto i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, ivi incluse le cooperative, beneficiari delle agevolazioni “Resto al Sud”, devono:

  • aver completato il programmadi spesa finanziato dalla suddetta misura agevolativa, essendo pertanto nella condizione di poter fruire delle relative erogazioni;
  • essere in possesso dei requisitiattestanti il corretto utilizzo delle agevolazioni, e non trovarsi nei casi di revoca totale o parziale degli aiuti concessi;
  • essere in regola con la restituzione delle rate del finanziamentobancario ricevuto.

Possono accedere al fondo perduto anche i futuri beneficiari dello strumento, senza limiti di durata. L’impatto potrebbe essere significativo: considerato, infatti, che le imprese che risulteranno complessivamente ammesse  alle agevolazioni di Resto al Sud entro  la fine dell’anno 2020  sono stimabili  in un numero pari a circa 7.500, e tenuto conto dell’attuale trend di ripartizione tra attività individuali e società con due o più soci (fino a un massimo di 4), il tiraggio finanziario è stimabile in circa 140/150 milioni di euro.

 

Si ricorda che Resto al Sud  sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali  in  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia  e  nelle  aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).