Voucher Innovation Manager, arriva il decreto direttoriale

A partire dalle ore 10:00 del 27 settembre 2019 i manager qualificati e le società di consulenza potranno presentare domanda di iscrizione tramite una procedura informatica, accessibile nella sezione “voucher per consulenza in innovazione” del portale del Mise.

Dunque, bisognerà aspettare l’autunno inoltrato perché le imprese vedano concretizzarsi la possibilità di fruire del voucher per gli Innovation Manager introdotti nella scorsa legge di bilancio.

Solo il 25 ottobre, infatti, si completerà la raccolta delle iscrizioni dei manager nell’apposito elenco da istituire presso il Ministero dello Sviluppo Economico. A quel punto l’elenco sarà costituito e le imprese potranno scegliere il loro consulente o società tra quelli disponibili.

Per farla breve, il primo anno dei due previsti per l’incentivo è praticamente perso, un po’ come era capitato lo scorso anno per il credito d’imposta per la Formazione 4.0.

Per capire come sia possibile che un incentivo introdotto a gennaio diventi operativo dopo 300 giorni ci tocca però fare un minimo di ricostruzione.

Vedremo quindi che l’iter non è ancora terminato perché a oggi manca ancora un altro importante decreto direttoriale.

L’incentivo

La legge di bilancio per il 2019 (145/2018), entrata in vigore il 1° gennaio 2019, prevede al comma 228 dell’articolo 1 l’istituzione per i due periodi di imposta successivi a quello in corso al 31/12/2018 di un incentivo, sotto forma di voucher, per le micro, piccole e medie imprese che intendono avvalersi della consulenza di un manager temporaneo. La consulenza deve essere finalizzata a “sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali”.

L’importo del voucher varia in base alle dimensioni dell’azienda e copre il 50% delle spese per le micro e piccole imprese, fino a un massimo di 40 mila euro; il 30% delle spese per le medie imprese fino a un massimo di 25 mila euro; il 50% delle spese per le reti di impresa fino a un massimo di 80 mila euro.

Le spese incentivate, specificherà poi il decreto, sono i compensi per le prestazioni di consulenza specialistica acquisite da un manager dell’innovazione o da una società di consulenza al fine di indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecnologie abilitanti: a) big data e analisi dei dati; b) cloud,fog e quantum computing; c) cyber security; d) integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale; e) simulazione e sistemi cyber­fisici; O prototipazione rapida; g) sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA); h) robotica avanzata e collaborativa; i) interfaccia uomo-macchina; l) manifattura additiva e stampa tridimensionale; m) internet delle cose e delle macchine; n) integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali; o) programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati; p) programmi di open innovation.

L’elenco dei manager qualificati

Per fruire dell’incentivo, dunque, le imprese devono scegliere il consulente da un elenco di manager qualificati e società di consulenza da istituire presso il Ministero dello Sviluppo Economico. E qui l’origine della problematica: la legge rimanda a un decreto ministeriale i dettagli per l’attuazione della disposizione, decreto che il Ministero doveva adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, cioè entro il 30 marzo 2019.

Compito del decreto ministeriale l’istituzione dell’elenco dei soggetti qualificati per le consulenze in materia di processi d’innovazione e la definizione dei criteri, delle modalità e degli adempimenti formali per l’erogazione del voucher e per l’eventuale riserva di una quota delle risorse da destinare prioritariamente alle micro e piccole imprese e alle reti d’impresa.