SI LAVORA A UN DECRETO RILANCIO CON LA PROROGA DI INCENTIVI 4.0

(Fonte: IL SOLE 24 ORE)

I motori degli investimenti privati sono al minimo. Le ambizioni per l’economica reale legate al piano Impresa 4.0 si sono quasi azzerate. Il set di misure di politiche industriali  è in discussione.

La nuova versione degli incentivi 4.0, il credito di imposta che ha sostituito iperammortamento e superammortamento fiscale, ha in queste settimane un tiraggio bassissimo. Il punto non è la riformulazione degli incentivi stabilità dal Mise con la nuova dizione di piano “Transizione 2.0”, ma è la fiducia delle imprese e la propensione all’investimento che si sta azzerando.

Per questo motivo i tecnici di governo stanno convenendo sull’allungamento degli incentivi che, in questo momento, coprono solo investimenti effettuati nell’arco 2020 (con coda fino alla metà del 2021 nel caso si paghi un acconto di almeno il 20%).

Un successivo decreto crescita-rilancio, probabilmente dopo il decreto di aprile, potrebbe essere lanciato  per dare respiro  alle aziende e rendendo triennali gli aiuti.  La parziale  stabilizzazione  era  già al centro delle lunghe settimane di preparazione della manovra finanziaria lo scorso anno. Era poi saltata per le difficili coperture e nella norma finale era rimasto solo un riferimento programmatico all’impresa a razionalizzare  e stabilizzare il quadro agevolativo di riferimento  in un orizzonte temporale pluriennale.

La certezza di potere usufruire degli incentivi anche oltre il 2020, dunque, consentirebbe una pianificazione degli investimenti produttivi più efficace al rilancio dell’economia nel momento in cui, auspicalmente nella seconda parte dell’anno, si uscirà dall’attuale stato di emergenza epidemiologica.

Il Ministero dello Sviluppo economico intende rivalutare il beneficio fiscale, proponendo un innalzamento delle aliquote di almeno un paio di punti percentuali e scaglioni di investimenti agevolatati corretti al rialzo.

Lo stallo degli investimenti privati ha, inoltre, fatto calare l’attenzione su un decreto attuativo molto atteso a inizio anno, ovvero il provvedimento che deve definire  nel dettaglio la regole di ingaggio per il nuovo credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo, un’agevolazione che affianca il bonus 4.0. Il decreto era atteso per febbraio, ma nonostante l’emergenza in atto gli uffici tecnici del Ministero dello Sviluppo confidano di sbloccare il decreto a breve.

Il testo regolerà il perimetro di azione delle varie attività di ricerca premiabili: ricerca e sviluppo, innovazione, design, progetti ambientali e di trasformazione digitale. Per le prime tre di queste quattro macro aree, il decreto attuativo confermerà quanto disposto dalla norma primaria, cioè la possibilità di cumulo per ottenere quindi l’agevolazione fino a un massimo di 6 milioni di credito di imposta.

C’è già spazio per iniziare a studiare nuovi strumenti di incentivazione che vadano anche oltre Impresa 4.0: occasione offerta dal Temporary  Framework approvato  dalla Commissione Europea sulle regole per gli aiuti di Stato.

Delle categorie  riviste, una in particolare potrebbe impattare sugli incentivi per politica industriale:  gli aiuti diretti  alle imprese in forma di contributi,  sgravi discali o  anticipi  rimborsabili per i quali sono diventati ammissibili interventi  fino  a  800mila euro per azienda.  Una soglia che può potenzialmente cumularsi con le misure attualmente previste con il regime de minimis (200mila euro a impresa).