Si ampliano i destinatari del bonus, inclusi anche i soggetti che calcolano il reddito su base catastale.

Il nuovo credito d’imposta per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi (introdotto dalla Legge 160/2019) interessa anche i contribuenti in regime forfettario e gli agricoltori che dichiarano il reddito agrario.

Regime forfettario

Vengono nel credito d’imposta per i beni strumentali i contribuenti in regime forfettario, precedenti esclusi dall’applicazione della maggiorazione del super e iper-ammortamento. Il credito d’imposta in oggetto è utilizzabile esclusivamente in compensazione in 5 quote annuali di pari importo, ridotte a 3 per investimenti in beni immateriali, a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni o a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

I contribuenti in regime forfettari potranno compensare il credito d’imposta con l’imposta sostitutiva del 5-15% e con i contributi dovuti a Inps e Inail.

Agricoltori

Possono usufruire del nuovo credito d’imposta anche le imprese agricole che dichiarano il reddito su base catastale, compensando il credito con il debito Iva: ciò potrà avvenire, ad esempio, nel caso di produttori agricoli che operano in regime speciale che versano la differenza fra l’Iva riscossa e quella corrispondente alle percentuali di compensazione; oppure con le imposte dirette.

Dal 2021, dunque, coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, che oggi usufruiscono dell’esenzione Irpef sui redditi dei terreni, pagheranno l’Irpef sul 50% dei redditi fondiari. Infine, le imprese agricole, come i contribuenti forfettari, potranno compensare il credito d’imposta con i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti, e con quelli propri per le imprese individuali.

(Fonte: IL SOLE 24 ORE FOCUS)