Decreto Ristori, contributi a fondo perduto per i settori economici interessati dalle nuove misure restrittive
Oggetto : Nuova edizione del contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio spettante alle attività che hanno subito restrizioni.
Procedura di selezione : Automatica
Territorio di riferimento: Territorio Nazionale
Tempistica: Le domande possono essere presentate fino al 31/12/2020.
Soggetti proponenti
Possono presentare domanda operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive. Nel caso di pluralità di attività e di codici Ateco relativi alle attività svolte, conta l’attività prevalente.
Requisiti dei soggetti proponenti:
· l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 deve essere inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.
· Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato di cui al precedente punto ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.
Pertanto il calo di fatturato, sempre delle attività di cui all’elenco già riportato (allegato 1 del Decreto Ristoro) deve superare il 33,34%, ossia il fatturato e corrispettivi di aprile 2020 deve essere al massimo il 66,65% del fatturato e corrispettivi di aprile 2019. Da questo calcolo sono escluse le attività aperte dal 1 gennaio 2019 al 24 ottobre 2020.
Questa nuova edizione del contributo a fondo perduto abbraccia anche chi ha ricavi o compensi superiori ai 5 milioni di euro, e sono rientranti nell’elenco attività beneficiarie.
Sono esclusi:
– I soggetti che hanno attivato la partita iva a partire dal 25/10/2020
– I soggetti che hanno già cessato l’attività prima di questa data.
Tipo di agevolazione: contributo a fondo perduto
Importo massimo concedibile: € 150.000,00
Modalità di erogazione
L’erogazione con bonifico del contributo a fondo perduto del Decreto Ristori segue un doppio binario di erogazione:
1. Le attività che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, che non abbiano restituito il predetto ristoro, riceveranno l’accredito diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale e’ stato erogato il precedente contributo. Si prevede l’accredito avvenga entro la metà di novembre;
2. Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, dovranno presentare istanza all’Agenzia delle Entrate mediante la procedura web e il modello approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020.
Calcolo del contributo a fondo perduto
L’ammontare del contributo a fondo perduto e’ cosi determinato:
a) per i soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, come quota del contributo gia’ erogato;
b) per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa.
Anche per le attività che richiederanno per la prima volta il contributo a fondo perduto il calcolo va effettuato secondo l’art. 5 del Decreto Rilancio, ossia, l’ammontare del contributo a fondo perduto e’ determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:
a) 20% per i soggetti con ricavi o compensi inferiori a € 400.000,00 nel 2019;
b) 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a € 400.000,00 e fino a € 1.000.000,00 nel 2019;
c) 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a € 1.000.000,00 e fino e oltre a € 5.000.000,00 nel 2019.
Siccome le attività rientranti nel Decreto Ristori hanno diritto ad una percentuale che va dal 100% al 400%, occorre considerare che la percentuale effettiva spettante (dal 10% al 20%) va nel concreto moltiplicata per la percentuale indicata nell’Allegato 1 (ossia 100% – 400%).
Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019 l’ammontare del contributo è determinato applicando le percentuali indicate nell’Allegato 1 agli importi minimi di € 1.000,00 per le persone fisiche e a € 2.000,00 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
Esempi di calcolo
Bar senza cucina con fatturato 2019 di 100 mila euro.
Gli spetta il 20% del calo di fatturato e corrispettivi tra aprile 202o e aprile 2019, moltiplicato per 150%. Concretamente quindi gli spetta il 30%.
Albergo con fatturato 2019 di 4 milioni di euro.
Gli spetta il 10% del calo di fatturato e corrispettivi tra aprile 2020 e aprile 2019, moltiplicato per 150%. Se il calo è significativo, nell’ordine che supera il milione di euro, la percentuale del 15% (sarebbe il 10% ma moltiplicato per il 150%) supera i 150 mila euro, ma si applica il tetto massimo di 150 mila euro.
Ristorante con somministrazione con fatturato 2019 di 500 mila euro.
Gli spetta il 15% del calo di fatturato e corrispettivi tra aprile 202o e aprile 2019, moltiplicato per 200%. Concretamente spetta il 30%
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