Tempistica: Le domande possono essere presentate fino al 04/05/2020
Procedura di selezione: valutativa
Territorio di riferimento: Regione Veneto (escluse le acque interne)
Oggetto:
Migliorare la qualità, il controllo e la tracciabilità dei prodotti sbarcati, accrescere l’efficienza energetica, contribuire alla protezione dell’ambiente, migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro e facilitare l’osservanza dell’obbligo di sbarcare tutte le catture.
Soggetti proponenti
Possono presentare domanda:
· Imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
· Imprese di servizi per il settore pesca ed acquacoltura;
· Enti pubblici Autorità portuali.
Progetti finanziabili
Sono finanziabili gli interventi volti a:
· migliorare le infrastrutture dei porti di pesca, delle sale per la vendita all’asta, dei siti di sbarco e dei ripari di pesca;
· investimenti destinati a strutture per la raccolta di scarti e rifiuti marini;
· investimenti nei porti, nelle sale per la vendita all’asta, nei luoghi di sbarco e nei ripari di pesca;
· investimenti finalizzati alla costruzione o all’ammodernamento di piccoli ripari di pesca.
Sono esclusi:
· gli interventi finalizzati alla costruzione di infrastrutture ex-novo di porti, siti di sbarco e sale per la vendita all’asta;
· gli interventi riguardanti la pesca e l’acquacoltura nelle acque interne.
Dotazione finanziaria: € 2.946.261,00
Tipologia di agevolazione: contributo a fondo perduto
Intensità dell’agevolazione: 50% delle spese ammissibili (100% della spesa ammissibile quando il beneficiario è un Organismo di diritto pubblico)
Incremento/Riduzione dell’intensità di aiuto:
· un aumento dell’intensità di aiuto pubblico pari al 30% della spesa ammissibile per interventi connessi alla pesca costiera artigianale;
· un aumento del 10% per interventi attuati da organizzazioni di pescatori o da altri beneficiari collettivi;
· un aumento dell’intensità di aiuto pubblico pari al 25% per interventi attuati da organizzazioni di produttori, associazioni di organizzazioni di produttori o organizzazioni interprofessionali;
una riduzione dell’intensità dell’aiuto pubblico pari al 20% per interventi attuati da imprese che non rientrano nella definizione di PMI.