Per le piccole e medie imprese si prefigura un accesso a ostacoli agli incentivi per ricerca e sviluppo. La legge di bilancio 2020, infatti, considera come R&S solo gli interventi collegati alle attività previste dal Manuale di Frascati, che fornisce la definizione di ricerca e sviluppo sperimentale.
Per giustificare il diritto agli incentivi, le attività svolte dovranno portare a risultati nuovi e non già in uso nel settore, mentre copie o imitazioni escludono l’accesso agli aiuti (credito d’imposta pari al 12% della spesa sostenuta).
Le spese per innovazione, che rispondono ai requisiti del manuale di Oslo, permetteranno a molte imprese di ottenere l’agevolazione: l’unica pecca è la percentuale dell’aiuto del 6%, e che sale al 10% per l’innovazione inerente a industria 4.0.
Il manuale di Frascati: il concetto di novità
Nel settore delle imprese, la potenziale novità dei progetti R&S deve essere valutata nel confronto con lo stock esistente di conoscenze nel settore. L’attività di ricerca e sviluppo all’interno del progetto deve dare risultati che sono nuovi per il business e non già in uso nel settore.
Sono esclusi dalla R&S le attività intraprese per copiare, imitare o decodificare come mezzo per acquisire conoscenza. Nel manuale, inoltre, viene evidenziato che la novità potrebbe derivare da un progetto per riprodurre un risultato esistente che trova potenziali discrepanze. Potrebbe consistere in un progetto di sviluppo sperimentale mirato a creare conoscenza a supporto dello sviluppo di nuovi concetti e idee connessi alla progettazione di nuovi prodotti o processi.
Poiché la R&S è la creazione formale della conoscenza, inclusa la conoscenza incorporata in prodotti e processi, l’attenzione della misurazione è sulla nuova conoscenza, non su prodotti o processi nuovo o significativamente migliorati risultanti dall’applicazione della conoscenza.
Un esempio di R&S potrebbe essere l’integrazione del “manuale di manutenzione” di un sistema molto complesso (come un aereo passeggeri) con materiale aggiuntivo che emerge dall’esperienza pratica nella manutenzione ordinaria e correttamente codificato, purché ciò sia stato fatto come parte di un progetto di ricerca e sviluppo. Un altro esempio è un test sistematico per fornire la documentazione del potenziale utilizzo di una reazione chimica già adottata nei processi produttivi (tecnologia esistente) al fine di ottenere una nuova molecola, che è stata considerato un risultato improbabile dalla letteratura scientifica.
L’incertezza del risultato finale
La ricerca e sviluppo comporta incertezza. All’inizio di un progetto R&S, il tipo di risultato, il tempo necessario e il costo non possono essere determinati con precisione rispetto agli obiettivi.
In caso di ricerca base, che mira ad estendere i confini della conoscenza formale, c’è un ampio riconoscimento della possibilità di non raggiungere i risultati previsti.
Per esempio, un progetto può riuscire a eliminare un numero di ipotesi concorrenti, ma non tutte. L’incertezza è un criterio chiave per determinare se un progetto è ricerca. Il manuale specifica che c’è distinzione tra prototipazione in R&S e modelli utilizzati per testare concetti e tecnologie con un alto rischio di fallimento, in termini di applicabilità e di prototipazione non R&S, ossia la preproduzione di unità utilizzate per ottenere certificazioni tecniche o legali.
(Fonte: ITALIA OGGI)